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CONSULENZA PER ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Come migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione grazie allo smart working:

8 benefici offerti dallo smart working per le PA

 

La rivoluzione digitale ha avuto un forte impatto sulle nostre abitudini, influendo sulle nostre pratiche sociali e lavorative, cambiando il nostro modo di informarci e interagire.
Si è evoluto anche il modo in cui i cittadini e le imprese usufruiscono dei servizi pubblici.
Tuttavia le organizzazioni sono ancora per la maggior parte ancorate ai vecchi modelli burocratici, caratterizzati da rigidi standard procedurali, che non tengono conto né delle specifiche esigenze individuali degli impiegati, né delle istanze dei cittadini, i quali devono sopportare spesso tempi e costi ingenti per poter accedere ai servizi.
In questo scenario lo smart working può rappresentare una soluzione per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione, attraverso un modello di gestione flessibile delle risorse, che permette non solo una maggiore conciliazione tra vita privata e vita lavorativa, ma anche di incrementare la produttività e lo sviluppo organizzativo.
Una ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano del 2017 ci fornisce una fotografia del rapporto attuale delle P.A. con lo smart working.  
Dallo studio è emerso un tasso di penetrazione del fenomeno ancora piuttosto basso: solo il 5% del campione, infatti, ha intrapreso dei progetti strutturati in tale direzione.
Ciononostante, il 48% dichiara di essere interessato a introdurre questo modello. Tuttavia, il 32% è restio, in quanto non avverte l’esigenza di implementarlo.
La stessa ricerca ha identificato 3 elementi principali che ostacolano l’introduzione e la diffusione dello smart working nella P.A:

1)      ritardo tecnologico;

2)      carenza di competenze manageriali;

3)      percezione non chiara del quadro normativo.

 

Di fronte a questo scenario di ritardo culturale, le istituzioni sono intervenute per riformare il quadro normativo.
La Legge 81 del 22/05/17 ha disciplinato il cosiddetto “lavoro agile”, riconoscendolo come una “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti…”.
il 14/06/2017 è stata emanata una Direttiva della Legge Madia, attuativa del primo e secondo comma dell’art. 14 della legge del 7/08/2015, la quale definisce le linee guida per l’organizzazione del lavoro e la gestione del personale al fine di promuovere il lavoro agile.

Tuttavia, per poter implementare con successo lo smart working nelle organizzazioni, non basta prevederlo come misura di una policy di welfare da erogare eventualmente nei casi di necessità a chi ne fa richiesta. Occorre passare attraverso un cambiamento di cultura organizzativa volto a promuovere l’innovazione, la flessibilità e una maggiore autonomia dei dipendenti.
Allo stesso modo, per riuscire a promuovere la diffusione dello smart working nelle PA, è necessario andare oltre gli aspetti superficiali, attuando degli interventi strutturati di formazione manageriale.
Per poter promuovere un cambiamento culturale con successo, occorre infatti intervenire innanzitutto ai vertici dell’organizzazione.
ecco allora che lo smart working non si viene a configurare come una moda, bensì come una strategia volta a promuovere lo sviluppo organizzativo.

Vediamo ora più nel dettaglio quali sono i vantaggi di cui la Pubblica Amministrazione può beneficiare grazie allo smart working:

8 benefici dello smartworking per le PA:

 

  • flessibilità: possibilità di conciliare lavoro e vita privata, senza che ci siano degli orari predeterminati e una separazione netta tra i due ambienti e momenti (lavoro e casa);
  • autonomia: la possibilità di gestirsi in maggiore autonomia orari, tempi, spazi e modalità di lavoro al fine di conciliarli al meglio con la propria vita privata;
  • fiducia: concedere maggiore autonomia al personale dipendente aumenta la fiducia da parte di quest’ultimo nei confronti dell’organizzazione e favorisce una maggiore motivazione;
  • minori costi: permettere alle persone di lavorare in remoto annulla il vincolo dello spazio. Ciò permette di abbattere i costi destinati agli immobili;
  • apertura all’innovazione: integrare lo smart working significa adottare un modello organizzativo che favorisce lo sviluppo di nuove conoscenze digitali;
    Le risorse che si libererebbero dalla razionalizzazione dei costi delle strutture fisiche, potrebbero essere destinate a finanziare dei progetti di digitalizzazione;
  • rispondere meglio alle esigenze dei clienti: passare da un modello organizzativo burocratico a uno flessibile che sfrutta il potenziale delle nuove tecnologie digitali permette di ristrutturare i processi alla base del servizio clienti in modo che siano maggiormente confacenti alle loro esigenze;
  • attrarre i talenti nel pubblico impiego: un modello flessibile innovativo come quello dello smart working, in grado di favorire lo sviluppo e organizzativo è sicuramente attrattivo sul mercato del lavoro.
    Inoltre, l’orientamento alla trasformazione digitale permette di interfacciarsi con le nuove competenze professionali richieste sul mercato;
  • Aumentare la produttività e l’efficienza: questo punto è strettamente correlato con i punti precedenti. La gestione flessibile di orari, spazi e processi di lavoro, la razionalizzazione dei costi, l’autonomia, l’apertura innovativa alla digitalizzazione sono tutti fattori che favoriscono la produttività e l’efficienza;

 

Lo smart working è già stato implementato a livello sperimentale in alcune realtà della P.A., sia a livello di enti locali che in alcuni ministeri importanti. I riscontri sono incoraggianti e i primi benefici sono già visibili.
Non ci resta che augurarci di proseguire in tale direzione, adottando tutte le possibili misure che favoriscano la diffusione dello smart working nella Pubblica Amministrazione italiana.

Scritta il 27/11/2018