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Interventi di promozione del benessere psicologico

La vera natura del Welfare Aziendale

Il welfare nasce e si sviluppo con lo scopo di colmare il gap lasciato dal welfare pubblico, il quale si fa sempre più pericolosamente inconsistente. Infatti, alla luce dell’incapacità del pubblico di far fronte alle esigenze dei cittadini e in particolare dei lavoratori, è necessario che le aziende stesse prendano in mano la situazione, facendosi promotrici di tali iniziative.

Parlare di welfare aziendale oggi è come masticare pane quotidiano: se fino a qualche anno fa si trattava di misure “d’élite” riservate alle realtà organizzative più all’avanguardia, oggi è competenza di qualsiasi azienda, indipendentemente dalle sue dimensioni.

Ciò nonostante, ci sono ancora alcuni dubbi e piccole difficoltà nell’attivazione di politiche di welfare in azienda. Per comprendere i reali vantaggi dell’applicazione di strategie di welfare è necessario entrare nell’ottica del ritorno vantaggioso a medio e lungo termine; questo implica:

  • Dare maggiore attenzione alle esigenze dei lavoratori, i quali, sentendosi valorizzati e riconosciuti nella propria professione, produrranno di più;
  • Essere responsabili non soltanto nei confronti dei lavoratori, ma anche della comunità e dell’ambiente in cui si opera, preservandoli;
  • Agire equamente, che non significa dare a tutti le stesse opportunità, ma dare opportunità adeguate e personalizzate, costruite su misura per ognuno, assumendosi il ruolo di innovatore sociale.

La logica del welfare non è quella di offrire ai lavoratori dei semplici “gadget” per “farli felici”, ma si tratta di una vera e propria strategia economica volta alla creazione di un accordo tra azienda e Stato, il quale accetta di ricevere meno contributi da parte delle organizzazioni che offrono servizi di welfare ai propri lavoratori, in quanto consapevole che proprio quelle aziende vanno a colmare una carenza del sistema pubblico stesso.

Una volta attivato un piano di welfare, è importante che i suoi effetti vengano misurati, in modo tale da poter verificare se esso risponde effettivamente alle esigenze dei lavoratori che ne usufruiscono. Una simile valutazione, deve necessariamente tenere conto sia di aspetti quantitativi (ad esempio: servizi offerti, tempi, modi, utilizzo, etc.) allo scopo di raccogliere dati osservabili in relazione ai servizi, sia di aspetti qualitativi, relativi alle opinioni dei lavoratori stessi. Un esempio di strumento utilizzabile nella valutazione delle misure di welfare aziendale è il Life@Work Index, il quale si basa sull’analisi di:

  • Valore tangibile e non tangibile del servizio erogato per la persona
  • Engagement, corporate branding e social innovation
  • Investimento aziendale e efficienza economica

Le ricerche dimostrano che, ad oggi, le iniziative di welfare producono benefici economici del 5,2% della retribuzione annua per ciascun lavoratore, valore nettamente più significativo rispetto al semplice risparmio fiscale.

Col passare del tempo tutte queste considerazioni stanno diventando sempre più diffuse nelle aziende, lasciando tutte le buone ragioni di pensare che, nell’arco di poco tempo, la logica del welfare aziendale possa consolidarsi in tutte le realtà organizzative, di qualsiasi dimensione ed entità.

Scritta il 11/10/2018